mercoledì 24 gennaio 2007

E' ufficiale: noi, secondo loro, siamo OUT

E' arrivata la raccomandata che stavamo aspettando anticipata a mezzo telefax.
Riportiamo il testo integrale:

Roma, 24 gennaio 2007

Oggetto: comunicazione ex art. 47, Legge 29/12/1990 numero 428 e succesive modifiche ed integrazioni. Cessione di ramo d'azienda.
Informazioni relative al conseguente appalto di servizio (art. 53 del vigente C.C.N.L. per le Imprese esercenti i servizi di telecomunicazione).

Ai sensi e per gli effetti di quanto previsto dalla legge in oggetto e nel C.C.N.L., con la presente comunichiamo che WIND Telecomunicazione S.p.A. (di seguito WIND) intende cedere, e Omnia Service Center S.r.l. (di seguito OMNIA) intende acquisire, il ramo d'azienda costituito dal call center di WIND situato in Sesto San Giovanni (Mi).

OMNIA, società controllata al 100% da Omnia Network S.p.A., è una società attiva nei settori della progettazione e gestione in outsourcing di sistemi e servizi di Customer Relationship Management (CRM).

Tale cessione si fonda sulla necessità da parte di WIND di adottare un nuovo modello organizzativo per la gestione dei propri call-center.
Tale nuovo modello oraganizzativo è già stato avviato e nella nuova logica organizzativa l'attività dei call-center è stata inserita all'interno delle rispettive business unit (fisso e mobile).
Il perfezionamento ed il completamento di tale nuova logica organizzativa prevede anche di concentrare la gestione diretta (quella svolta con personale proprio) esclusivamente per la clientela di fascia alta appartenente al mercato corporate che verrà assistita direttamente da WIND con modalità ancora più personalizzate rispetto a quelle adottate attualmente.
Questo comporterà una diminuzione della complessiva attività di call-center attualmente e direttamente svolta da WIND e quindi la necessità di procedere alla cessione di uno dei call-center attualmente e direttamente gestiti da WIND.
La cessione del call center di Sesto San Giovanni si inquadra in questa nuova organizzazione in quanto il call center di Sesto San Giovanni è quasi completamente dedicato alla clientela corporate di fascia medio-basso.
Inoltre considerato che limitare la cessione alla parte di call-center dedicata al solo mercato corporate determinerebbe inefficienze e maggiori costi operativi (rapporto staff/diretti troppo elevato, perdita di sinergie, costi logistici, ecc.) WIND ha l'intenzione di cedere a OMNIA il proprio call center di Sesto San Giovanni per intero, comprensivo pertanto anche della parte che segue le attività non-corporate.
Da parte sua OMNIA ritiene che l'acquisizione dell'intero call-center di Sesto San Giovanni consentirà a OMNIA stessa di ampliare e di realizzare gli obiettivi di grande crescita e di consolidamento nel mercato.
Inoltre contestualmente e conseguentemente alla cessione del suddetto ramo d'azienda è intenzione delle scriventi Società sottoscrivere un contratto di fornitura da parte di OMNIA di servizi di call center e di back-office.
Per lo svolgimento di tali servizi OMNIA si avvarrà anche del call-center acquisito.
Attraverso tale contratto di fornitura e per la durata dello stesso prevista pluriennale potrà essere garantito il mantenimento dei livelli occupazionali dei dipendenti di WIND rientranti nella cessione in oggetto.

E' obiettivo delle parti procedere alla cessione con effetto dal 1° marzo 2007.

Detta cessione comporterà, ai sensi della legge in oggetto, il passaggio in capo a OMNIA dei rapporti di lavoro relativi al ramo d'azienda in cessione che proseguiranno senza soluzione di continuità presso il cessionario.

In relazione a quanto indicato nelle lettere c) e d) del 1° comma dell'art. 47 citato, le conseguenze della cessione nei confronti dei lavoratori interessati sono quelle regolate dall'art. 2112 Codice Civile per quanto riguarda i contratti collettivi di tutti i livelli (per quanto concerne il C.C.N.L. si tratta del C.C.N.L. per le imprese esercenti servizi di telecomunicazione). La cessione predetta comporta come già detto, per i lavoratori, la continuazione del rapporto di lavoro con OMNIA ai sensi e per gli effetti del citato art. 2112 Codice Civile.
La stipulazione del contratto di fornitura come sopra indicato potrà garantire il mantenimento dei livelli occupazionali dei dipendenti di WIND rientranti nella cessione in oggetto per la durata dello stesso; non sono previste altre conseguenze derivanti dalla cessione del ramo d'azienda.

Di quanto sopra vi diamo notizia ai fini e per gli effetti della particolare procedura dall'art. 47 della legge citata in oggetto a mezzo della quale poter espletare quanto previsto dalla legge e poter meglio condividere il contenuto sinteticamente espresso nella presente.

Distinti saluti.

Wind Telecomunicazioni S.p.A. Omnia Service Center S.r.l.

40 commenti:

Luca ha detto...

Ciao a tutti,

vi comunico che il capitale sociale è di E 12.000
Vedere il link
http://www.omnianetwork.it/materiale/RelazioneBilancio_2004.pdf

FGdi275 ha detto...

Vabbè, tutte cose che sapevamo già in modo informale, la bomba era già esplosa infondo! Fatemi capire:

Da oggi partono i fatidici 25gg?

Qualcuno ha capito "[...] per la durata dello stesso prevista pluriennale [...]"
questo pluriennale, quanti "plurienni" sono?

Mo chiamo qualcuno al CC che oggi son di riposo!

Fabiano ha detto...

Cmq è molto chiaro che alla Wind tutti i call center sono di peso, e prima o poi altri faranno la vostra fine, da Milano a Palermo siate tutti Uniti.

Ciao
Fabiano

Anonimo ha detto...

Indiscrezioni provenienti dalle Risorse Umane di Lorenteggio mi hanno riferito che dopo Noi di Sesto toccherà a Palermo. A seguire i CC di Napoli e Ivrea.

Avete notato come nella lettera non venga mai menzionato il numero di addetti ceduti? Non è strano? Cosa può significare???

Anonimo ha detto...

Ma scusate una domanda...il passaggio a Omnia è chiaro ma i lavoratori in che sede dovranno andare? a Roma o cosa?

Codex ha detto...

credo che rimarremo nel palazzo di viale edison.

Anonimo ha detto...

Io ho sentito parlare di uno spostamento di massa a Roma...almeno su alcuni articoli era scritto cosi.

Anonimo ha detto...

magari il numero di 275 non è stato mai menzionato perchè non è il numero esatto, nel senso che qualcuno potrebbe essere "salvato" con un trasferimento retrodatato... avete per caso visto qualche collega insolitamente tranquillo in questi giorni?

Anonimo ha detto...

Cosa succederà? E' scritto nel comunicato aziendale all'inizio:

"Tale cessione si fonda sulla necessità da parte di WIND di adottare un nuovo modello organizzativo per la gestione dei propri call-center."

L'obiettivo di WIND è quello di esternalizzare pian piano TUTTI i Call Center.

La questione adesso è capire prima di tutto DOVE si andrà a lavorare (non esiste una sede a PALERMO e IVREA), dal sito www.omnianetwork.it le sedi CallCenter Omnia sono:

1.Via Colombo,6 Corsico (MI)
2.Via Otricoli,21 Roma
3.Via Napoli,159 Casalnuovo (NA)
3.Statale 271 Km 868 Bitritto(BA)

Poi è necessario capire il TIPO di contratto e la vera DURATA dell'accordo WIND OMNIA.

Anonimo ha detto...

LOTTA FINO ALL'ULTIMO GIORNO UTILE!!!....POI VIE LEGALI!!!

Anonimo ha detto...

Facciamo così. Se lo fanno è la volta buona che spengo 2 sim...tanto non se ne accorgono...e poi gli altri sono meglio.
Massimo

Anonimo ha detto...

Sono delle vere merde!!!!

maskulo ha detto...

Ragazzi, mi rivolgo soprattutto ai rappresentatni sindacali, penso che una volta che parte l'esame congiunto, gli avvocati prendano in considerazione i DIRITTI DEI LAVORATORI NEL CASO DI CESSIONE D'AZIENDA (O RAMO AZIENDALE). In particolare riporto quanto ho già scritto in precedenza sull'altro blog:
L'art. 2112 c.c. dispone, tra l'altro, che, nel caso di cessione dell'intera azienda, o di un suo ramo autonomo, i relativi rapporti di lavoro vengano trasferiti al datore di lavoro acquirente. Si tratta, di una norma di estrema garanzia per il lavoratore che, conseguentemente, non può essere licenziato per il semplice fatto che l'azienda cui è addetto è stata ceduta.

La norma in questione è stata oggetto di un'attenta interpretazione giurisprudenziale, che ha vigilato affinché questa norma garantista non si ritorcesse, di fatto, contro i lavoratori. Infatti, per esempio, l'imprenditore potrebbe cedere una parte della propria attività produttiva ad una piccola impresa ; configurando l'operazione come cessione del ramo d'azienda, tale imprenditore si potrebbe disfare di alcuni lavoratori che, venendo ceduti, perderebbero le garanzie contro i licenziamenti ingiustificati, eludendo così la normativa che garantisce solo ai lavoratori delle imprese medio – grandi la tutela reale contro i licenziamenti illegittimi.

In particolare, la giurisprudenza si è occupata di un caso in cui il datore di lavoro acquirente, a pochi mesi dall'acquisto del ramo d'azienda, aveva cessato l'attività. In quel caso, il Pretore aveva ritenuto che la cessazione dell'attività ceduta è in sé configurabile come un rischio dell'attività di impresa e, come tale, legittima. Altro sarebbe, però, se la cessione fosse avvenuta a seguito di un comportamento doloso o di colpa grave, tenuto dal venditore nei confronti dei lavoratori: per esempio, chi ha venduto il ramo d'azienda era a conoscenza del fatto che l'acquirente non fosse un imprenditore serio. In una simile ipotesi, la successiva cessazione dell'attività ceduta non realizzerebbe il normale rischio d'impresa ; al contrario, si tratterebbe della realizzazione di un rischio ben calcolabile, che il venditore avrebbe potuto ipotizzare se fosse stato mediamente diligente.

Naturalmente, il lavoratore deve provare che la cessione sia avvenuta nonostante la consapevolezza, da parte del venditore, della scarsa affidabilità imprenditoriale fornita dall'acquirente. Qualora la prova venisse fornita, i lavoratori licenziati avrebbero diritto al risarcimento del danno da parte dell'imprenditore cedente.

Anonimo ha detto...

leggete bene ragazzi, adesso è Milano poi chissà. Qui si parla di call center in maniera generica. L'EGIZIANO vuole snellire per poi rivendere al miglior offerente.
La battaglia o la si combatte oggi tutti uniti, Napoli Roma Milano e Palermo oppure che ci si prepari a vedere esternalizzati 200 300 lavoratori all'anno.
ValerioJunio

Anonimo ha detto...

PERCHE' NON ANDATE A VERIFICARE GLI ACCORDI SUI LIVELLI OCCUPAZIONALI DI WIND CHE L'ENEL A PRESO CON SAWIRIS ED IL GOVERNO ITALIANO AL MOMENTO DELLA CESSIONE ?
SAREBBE INTERESSANTE CAPIRE COSA AVEVANO SCRITTO.

Anonimo ha detto...

Vorrei far notare che nella lettera si parla di cessione di 'durata pluriennale'.... significa che dopo 2 anni ci mandano tutti a casa????? Qualcuno mi chiarisca qs. dubbio!
Ps: ho appena sentito al tg la notizia che anche in Sector hanno lasciato a casa 75 dipendenti. Andiamo bene!!!! sta legge biagi sta facendo danni!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

ragazzi,non molliamo!!!
il giorno dllo sciopero dobbiamo scendere per strada armati di striscioni e tanto fiato!! ora le carte sono scoperte e come si suol dire :" Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare!"
Dobbiamo organizzare ancora una marea di inziative!! non facciamoci terrorizzare con false intimidazioni di ritorsione dell'azienda. oramai dobbiamo vender cara la pelle tanto non abbiamo nulla da perdere!
se saro' costretto a varcare la porta di Omnia voglio farlo con onore!!!!!Mica sperano di comprarci e trattarci come pezze???
Uniti!
Su cazzo,vi voglio carichi!!!!
NO PASARAN!
csc di sesto

Anonimo ha detto...

questo mese dobbiamo alzare le barricate!
siamo o non siamo nell'ex stalingrado d'italia?
i lavoratori di sesto negli ultimi 60 anni hanno contribuito a farci avere gli attuali diritti......noi non possiamo essere meno battaglieri di loro!

PEDRO ha detto...

Volevo esprimere con una semplice e per certi versi ironica frase il mio pensiero:
PER ME LA VENDITA A OMNIA E' UNA CAGATA PAZZESCA...BY PEDRO

momo ha detto...

Beh il comunicato è chiaro e spero sia chiaro anche quella che deve essere la nostra reazione...
Lotta fino all'ultimo, siamo stati quasi perfetti fino ad adesso, in una settimana siam riusciti a farci vedere e sentire più di quanto potessi sperare, poi per l'azienda alcuni di noi sono solo dei "non corporate" ma in mezzo a queste persone in questi giorni sono orgoglioso di esserlo...
Fino alla fine ragazzi...
P.S. Tutti a Roma... Chi si astiene dalla lotta...

momo

Anonimo ha detto...

Ragazzi!! Siate compatti, non fatevi mettere i piedi in testa!
Bloccate sul nascere questa delle esternalizzazioni, prima che diventi un esempio per tutte le altre aziende di tlc!

Un collega di Fastweb

Anonimo ha detto...

scioperate, SCIOPERATE TUTTI!

Anonimo ha detto...

Borsa: Si Avvicina Quotazione Del Call Center Omnia Network

ASCA) - Roma, 24 gen - Si avvicina lo sbarco in borsa di Omnia Network ed e' la prima volta di un operatore di call center a Piazza Affari. A giorni sono attese le autorizzazioni pr la pubblicazione del prospetto sull'offerta per l'ingresso nel listino, segmento Star. Banca Imi e' global coordinator dell'operazione, sponsor e responsabile del Collocamento per l'Offerta Pubblica, mentre Co-sponsor e' Intermonte Sim. Advisor legale della societa' e' Dewey Ballantine, mentre il global coordinator e' assistito da Freshfields Bruckhaus Deringer. Advisor finanziario nell'ambito del processo di quotazione e' Gallo C. (Gruppo Meliorbanca (Milano: Pubblicità MEL.MI - notizie) ). Omnia Network, attiva nella progettazione, realizzazione e gestione in outsourcing di servizi di customer operations alle imprese, ha comunicato a meta' settembre alla Consob l'intenzione di effettuare un'offerta pubblica di sottoscrizione e vendita. La societa' ha anche presentato a Borsa Italiana domanda di ammissione a quotazione sul segmento Star. L'operazione prevede un'offerta globale avente ad oggetto azioni ordinarie Omnia Network in parte rivenienti da un aumento dicapitale ed in parte offerte in vendita dagli azionisti della societa'. Omnia Network nel primo semestre 2006 ha raggiunto un fatturato consolidato a circa 130,9 milioni, con una crescita del 93% rispetto ai 67,8 milioni dell'omologo periodo 2005. L'Ebitda e' stato pari a 10,9 milioni contro i 3,4 milioni del primo semestre 2005, mentre l'Ebit ha registrato un risultato di 9,3 milioni rispetto ai 2,7 milioni dell'omologo periodo del 2005. Il risultato netto e' di circa 3,2 milioni rispetto ai 1,2 milioni nell'omologo periodo 2005. La posizione finanziaria netta del gruppo al 30 giugno 2006 e' pari a 48,3 milioni a fronte di un patrimonio netto pari a circa 13,2 milioni.

Anonimo ha detto...

Ragazzi ma avete letto sulla rassegna stampa intranet che Omnia Network aprirà anche ad Ivrea una nuova sede? intende fare acquisizioni, ovvero vuole metterlo in quel posto anche ai colleghi di Ivrea che non hanno ancora capito che loro saranno i prossimi epoi a seguire tutti gli altri!

Anonimo ha detto...

La lettera non è valida: se guardate bene si parla di "WIND TELECOMUNICAZIONE SPA" e non di "WIND TELECOMUNICAZIONI" SPA...

gattodimarmo ha detto...

Un saluto affettuoso a tutti
Utilizzate il più possbile l'opinione pubblica

Anonimo ha detto...

suggerisco un'interessante iniziativa di protesta: contattiamo il marketing delle società concorrenti (vodafone, tre, tim) e chiediamo loro un preventivo di mnp di massa, in modo tale da sensibilizzare sia i call center della concorrenza, ma soprattutto sottrarre di botto a wind 275 sim prepagate, in aggiunta a quelle di amici/parenti che vogliono aderire a questa simpatica iniziativa...
ovviamente, facciamolo presente anche a risorse umane... magari la minaccia di perdere così tanti clienti in un colpo solo può servire

Anonimo ha detto...

Da utente Wind, di Roma, sono molto dispiaciuto di ciò che vi sta capitando, in particolare, per un Vostro collega di nome Fabio, il quale, in più di un'occasione è riuscito con pazienza a risolvere problemi tecnici che bloccavano il regolare funzionamento del mio cellulare, cosa che altri call center di Napoli ecc. non riuscivano a risolvere, rimandandomi a nuove chiamate e lunghe attese.
Ora sono nuovamente nei guai per un altro problema tecnico e quindi mi domando, Chi risolverà questo e gli eventuali futuri? Utilizzo il cell. solo per lavoro e rimanere senza una funzionalità come il fax integrato, non è cosa da poco.
Mi auguro che la soc. Omnia che vi ha acquisito non faccia poi lo stesso errore della Wind, mandando a casa le persone migliori.
Per quanto mi riguarda, la "Wind Telecomunicazioni spa" ha ceduto il call center sbagliato ed in futuro se ne accorgerà......infatti gli utenti non sono stupidi ed in caso di prolungati disservizi, o incompetenza nel risolvere i problemi, cambiano gestore con facilità e rapidità, quindi un Boomerang.
Cordiali saluti a tutti voi.

Roberto

BLUSPY ha detto...

Ciao a tutti

Scusate se mi intrometto, mA non sono nuovo di situazioni come queste.......... quAlcuno magari si ricorda di me ..........

State facendo il gioco dei Padrooni. con questi campanilismi Ivrea contro Milano..... Milano contro tutti Palermo contro Pozzuoli........ Questa situazione non è imputabile a nessuno.........lottate uniti come DIPENDENTI WIND ..........

BLUSPY

Silvia ha detto...

ragazzi miei... il call center è stato una scuola. me ne vado a fare i colloqui e quando vedono il curriculum mi chiedono: ma come, sai usare sap?! e sai vedere le fatture in oracle (beh, più o meno... :-))???? e siebel e clarify e pure remedy???????????????????? ragazzi cercate altro perché non avete passato 7 anni a dire "wind buongiorno", ABBIAMO IMPARATO 1000 COSE!!! anche a ricalcolare le fatture! sfruttate queste conoscenze e uscite dal call center!

Silvia ha detto...

...ma nel frattempo continuate così.

Anonimo ha detto...

Ricordo a tutti che per eventuali quesiti sono disponibili i gruppi di lavoro. Evitiamo domande di un certo tipo sul blog. Grazie.

Silvia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Vorrei fare notare solo una cosa.. nota da molti ma "compresa" realmente da pochi:
L'entrata in Borsa con l'attuale struttura è impossibile, in quanto wIND ha troppi debiti (e non è certo colpa dei lavoratori, ma di chi ha comprato senza mettere soldi freschi) quindi è stato deciso di snellire l'organigramma per far credere a chi dovrà investire nell'azioni di wIND, che è un ottimo investimento.. come?
Partiamo dall'idea che Wind ha circa 7400 dipendenti, meno i 27x, siamo a 7100 circa.. meno gli altri Call Center si arriva a circa 5400 (con un grosso grado di approssimazione dovuto a fonti non ufficiali, esternalizzando anche le Work Unit (altri mille) si arriva tranquillamente a 4500 persone smaltite e digerite da questa megaoperazione.. se teniamo conto che altre verranno "invogliate" ad andarsene, ci saranno circa 4000 persone, contro le 8000 del 2006.
Come si può notare, qualcuno riuscirà a far credere che tutto ciò che si faceva nel 2006 con il doppio del personale, si fa anche nel 2007/2008 con la metà delle persone, con costi minori e risultati migliori.. ottima mossa.. che peserà su oltre 3500 famiglie.. un bel danno.. no?
Un saluto dall'in@22ato Pax

Anonimo ha detto...

Ciao Ragazzi sono un collega di Palermo, e vi esprimo tutta la mia solidarietà. Sono sicuro che prima o poi qualcuno dovrà esprimerla a noi di Palermo. Forse non ci crederete, ma nei mesi estivi dopo una chiacchierata avuta con alcuni sindacalisti, ho capito che qualcosa non andava bene, ma non pensavo si potesse arrivare a tanto. La politica dell'egiziano era chiara fin dai tempi dell'acquisto della società, qualcuno sapeva ed ha taciuto. La conferma l'ho avuta a natale dopo i consueti scambi di auguri con l'area manager, lo vedevamo troppo preoccupato, non era affatto tranquillo. Oggi il comunicato parla dello sciopero di giorno 5 febbraio, UNA SOLA PAROLA SU TUTTE SCIOPERIAMO DA MILANO A PALERMO!!!

maskulo ha detto...

Vi riporto un commento postato nel mio blog da un anonimo. Puo' essere utile....

ATTENZIONE LEGGERE L'ARGOMENTO CIRCA LA CESSIONE DI RAMO D'AZIENDA PER LA UE E' INDISPENSABILE IL CONSENSO DEI LAVORATORI, MENTRE LA NOSTRA "BENEAMATA" CORTE SUPREMA IN BARBA A TUTTE LE NORMATIVE COMUNITARIE RENDE NON DETERMINANTE IL CONSENSO DEL LAVORATORE ( I NOSTRI SI RICORDANO DELLE NORMATIVE COMUNITARIE SOLO QUANDO GLI FA COMODO, MAGARI PER TARTASSARCI !!! ) COMUNQUE IN POCHE PAROLE SE SI RIESCE A FAR VALERE IL PRINCIPIO DEL NECESSARIO CONSENSO DEL LAVORATORE E' DURA PER L'AZIENDA TRASFERIRE I DIPENDENTI !!! E' ANCORA VIVO IL CASO E CHI E' CHE NON SE LO RICORDA QUANDO ENEL HA CEDUTO IL RAMO D'AZIENDA DI ENEL STC ANNO 1999-2001 ( LE VECCHIE TELECOMUNICAZIONI ENEL ) MOLTI DIPENDENTI NON HANNO FIRMATO LA LETTERA DI TRASFERIMENTO ( OVVERO IL CONSENSO ) E SONO RIMASTI A LAVORARE IN ENEL. INOLTRE CI SONO SENTENZE CHE HANNO DATO RAGIONE AI DIPENDENTI E VERBALI DI ACCORDO FATTE DA "AZIENDE TRASPARENTI" CHE HANNO PREVISTO IL RIENTRO DEI LAVORATORI PRESSO LA STESSA AZIENDA CEDENTE. SI CONSIGLIA DI SENTIRE AVVOCATI PRIVATI E NON UNO PER TANTI MA MAGARI 275 AVVOCATI UNO PER OGNI DIPENDENTI. NON SI SA' MAI A SCANSO DI EQUIVOCI.C'E' LA PERCEZIONE CHE I SINDACATI ALLE ALTE SFERE ABBIANO GIA' CONCORDATO TUTTO CON L'AZIENDA QUALCHE MESE FA' E POI FATTO CADERE DAL PERO ALLE RSU IL CASO GIA' BELLO E FATTO.QUEST'ULTIMI CHE HANNO PERCEPITO L'ODORE DI BRUCIATO E PER NON BRUCIARSI A LORO VOLTA, FANNO I PESCI IN BARILE, COME STA FACENDO L'ENEL ( MINISTERO DEL TESORO )NEL CASO SPECIFICO CHE PER VENDERE WIND HA CHIESTO A SAWIRIS GARANZIE SUI LIVELLI OCCUPAZIONALI. ADESSO E' NORMALE CHE SI METTA IN PIEDI IL CONSUETO TEATRINO PROCEDURALE DELLE ASSEMBLEE E DEGLI INUTILI SCIOPERI. WIND E' CERTIFICATA NELLA RESPONSABILITA' SOCIALE E PERTANTO QUESTE PROCEDURE SERVONO PER ALIMENTARE TALE CERTIFICAZIONE. IL SINDACATO PUO' SOLO FARE UNA COSA : - FARE SCRIVERE CON IL SANGUE ALLA WIND SULL'ACCORDO DI CESSIONE CHE I DIPENDENTI CHE ACCETTERANNO IL TRASFERIMENTO SARANNO RIASSORBITI DALL'AZIENDA CEDENTE NEL CASO DI RIDUZIONI DI PERSONALE CHE SI POTREBBERO VERIFICARE CAUSATI DALL'AZIENDA ACQUIRENTE; WIND SE NON FOSSE D'ACCORDO SI PUO' RIVALERE SEMPRE SU ENEL CHE DICEVA DI AVERGLI VENDUTO UN'AZIENDA IN EQUILIBRIO CON TUTTI I SUOI ASSET. RIVOLGETEVI SINGOLARMENTE AD UN AVVOCATO PRIVATO.SI FA SEMPRE IN TEMPO A CONSORZIARE LE PROPRIE POSIZIONI. CERCARE DI FARE ARRIVARE IL CASO IN PARLAMENTO VEDERE IL SITO DI DI PIETRO. OGGI WIND HA FORTISSIMI INTERESSI AFFINCHE' IL SINDACATO RAGGRUPPI LE PERSONE.UN'ISCRITTO DEVE ATTENERSI ALLE DECISIONI DEL SINDACATO CHE "RAPPRESENTA" TUTTI I LAVORATORI E PERTANTO WIND NON RISCHIA DI DOVER INTAVOLARE 275 CAUSE CON 275 AVVOCATI !!! Ancora sul valore del consenso del lavoratore ceduto nel trasferimento di ramo d'azienda - Rilievi critici alla sentenza della Suprema Corte Sez. Lav. N. 10761 del 23/07/2002 Di recente la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione è intervenuta puntualmente a chiarire l'efficacia del consenso del lavoratore ceduto in caso di trasferimento di ramo d'azienda precisando che: "Con riferimento alla posizione del lavoratore, il trasferimento d'azienda può configurarsi come successione legale di contratto che, per non richiedere il consenso del contraente ceduto (il lavoratore trasferito), non può essere assimilato alla cessione negoziale per la quale il suddetto consenso opera come elemento costitutivo della fattispecie negoziale. Al riguardo è agevole la considerazione che la causa, e più precisamente la funzione socio-economica cui deve assolvere il trasferimento d'azienda, osta a che a detto trasferimento possa applicarsi la disciplina dettata dall'art. 1406 c.c., risultando di palmare evidenza come gli adempimenti richiesti da tale disciplina e la necessità del consenso del contraente ceduto concretizzano un complesso di disposizioni che, per la propria articolazione e la propria rigidità, si presentano come poco permeabili alle esigenze dei processi di ristrutturazione aziendale, di riconversione industriale e di delocalizzazione delle imprese". La massima sopra riportata rivoluziona la lettura del disposto dell'art. 2112 c.c. posponendo in senso assoluto la tutela dei lavoratori alle "superiori" esigenze economiche dei processi di ristrutturazione aziendale, di riconversione industriale, nonché di delocalizzazione delle imprese, asserendo che la "causa socio economica" del trasferimento aziendale sarebbe contrastante con il disposto di cui all'art. 1406 c.c. che, come è noto, richiede la necessità del consenso del contraente ceduto (lavoratore). Alla stregua di tale argomentazione il Supremo Collegio perviene ad escludere in toto l'efficacia del consenso del lavoratore ceduto vincolando di fatto quest'ultimo ad accettare sic et simpliciter un rapporto lavorativo con un nuovo datore mai scelto. Gli autori volutamente ritengono di dover tralasciare gli aspetti della pronunzia che involgono discussioni sull'individuazione del concetto di ramo d'azienda, visto che ai fini dell'economia del presente articolo s'intende far luce sull'importanza ed efficacia del consenso del lavoratore ceduto alla stregua del dettato costituzionale. Il ragionamento seguito dalla Corte fa leva sulla presunta funzione garantistica del disposto dell'art. 2112 c.c. che giustificherebbe (secondo i Supremi Giudici) un'interpretazione estensiva della norma in linea con quanto emergerebbe dalle direttive comunitarie e dalle decisioni della Corte di Giustizia Europea in materia. Dalla motivazione, infatti, si legge che la funzione garantistica dell'art. 2112 c.c. è destinata ad esaltarsi in un contesto di più accentuata flessibilità del mondo del lavoro per fungere quale scelta alternativa di licenziamenti motivabili per giustificato motivo oggettivo e di procedure di mobilità (nel corso delle quali il passaggio dei lavoratori da un'impresa all'altra riceve un tasso di tutela di certo non superiore a quello assicurato dalla norma codicistica). E' noto, però, che diversa è la ratio che sottende le ipotesi di licenziamento per motivi oggettivi rispetto alle motivazioni alla base delle procedure di trasferimento di azienda. Nel primo caso si è in presenza di crisi economico - produttive che costringono il datore di lavoro a ridurre i dipendenti occupati; nell'altro si tratta di processi in cui viene mutato solamente il titolare del complesso aziendale per esigenze di ristrutturazioni e/o riconversioni industriali del tutto indipendenti da situazioni di crisi (e che per giunta possono fraudolentemente celare delle fattispecie di esternalizzazione il cui unico fine è l'esplulsione di dipendenti, eludendo così le norme che garantiscono la stabilità del posto di lavoro). Proprio dalla diversa ratio delle ipotesi poc'anzi descritte è evidente come i giudici di legittimità addivengano a delle conclusioni così nette (quanto semplicistiche), partendo da un concetto di "flessibilità" del mercato del lavoro e di funzione garantistica dell'art. 2112 c.c. a dir poco falsati nelle premesse. In termini più semplicistici si assiste ad una lettura forzatamente garantista del citato articolo che svilisce l'efficacia del consenso del lavoratore ceduto in nome del diritto costituzionalmente garantito della libertà di impresa ex art. 41 cost. Tale articolo così recita: "L'iniziativa economica privata e' libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana...." A parere di chi scrive un chiaro limite alla libertà di iniziativa economica è proprio la libertà del singolo, che valutata nell'ottica dell'argomento in questione, si estrinseca nella facoltà del lavoratore di recitare un ruolo da protagonista nella scelta del datore di lavoro. Se, infatti, il lavoratore, al momento del proprio ingresso in azienda, sceglie liberamente di prestare la propria attività in favore di un determinato datore (che offra maggiori garanzie in termini di stabilità), certamente gli deve essere consentita la facoltà di decidere le proprie sorti al momento in cui il primo imprenditore disponga una cessione del ramo aziendale che coinvolga detto lavoratore ceduto. Una recente pronunzia della Corte di giustizia delle Comunità Europee (Sez. VI 24.1.2002 C/51/00) ha chiarito che: "la normativa comunitaria non vieta al dipendente in forza presso il cedente di rifiutare il passaggio al cessionario e di continuare il rapporto di lavoro con lo stesso cedente". In questo senso la Corte offre un'importante interpretazione della direttiva 77/187/CEE sui trasferimenti d'azienda, ammettendo la facoltà del lavoratore di rifiutare la cessione del proprio contratto e/o del proprio rapporto di lavoro. La Corte Europea, procedendo ad una lettura analitica della citata direttiva, è giunta a chiare conclusioni che recuperano appieno il valore del consenso del lavoratore ceduto, e che ben si conciliano con i dettami costituzionali del nostro ordinamento giuridico (art. 41 cost.). Diversamente, la Suprema Corte, trascurando del tutto il recentissimo orientamento comunitario, mostrandosi solo a parole favorevole ad interpretazioni garantiste delle posizioni dei lavoratori, ha di fatto svilito la valenza giuridica del consenso del lavoratore ceduto. Il problema potrebbe sembrare di scarso rilievo, ove si proceda ad una lettura semplicistica delle c.d. esigenze di ristrutturazione aziendale che "giustificano" le procedure di trasferimento di rami aziendali, ma la realtà svela oramai quotidianamente episodi in cui tali procedure vengono utilizzate come strumento di estromissione dal mondo lavorativo dei dipendenti (del ramo aziendale ceduto) prescindendo dal consenso degli stessi. Gli autori, a questo punto, non possono che confidare in un intervento legislativo che tenda (sulle orme della recente giurisprudenza comunitaria) a recuperare appieno il valore del consenso.

Codex ha detto...

io sensibilizzo tutti a leggere le cose scritte in maiuscolo da maskulo perchè ai confederali preferisco l'insalata o l'uva passa che mi da più calorie...

Anonimo ha detto...

ma no, maskulo, che dici... i sindacati ci proteggono... non sapevano nulla... i sindacalisti che hanno avuto fretta di andarsene con i 3 anni alla fine di dicembre hanno avuto solo fortuna... un pò come quelli che fanno le battaglie per il full time per passare full time da soli....

Ribes ha detto...

.....Tale cessione si fonda sulla necessità da parte di WIND di adottare un nuovo modello organizzativo per la gestione dei propri call-center.....

....Il perfezionamento ed il completamento di tale nuova logica organizzativa prevede anche di concentrare la gestione diretta (quella svolta con personale proprio) esclusivamente per la clientela di fascia alta appartenente al mercato corporate che verrà assistita direttamente da WIND....

Rabbrividisco leggendo queste parole...si parla di riorganizzazione della gestione call-center e non viene negato che questo coinvolga esternalizzazioni future degli altri siti che gestiscono consumer e microbusiness, anzi si paventa chiaramente l'intenzione di conservare solo ed esclusivamente il settore corporate alto spendente!!!!
Per il resto possiamo tutti considerarci come qualcosa di superfluo, non indispensabile, sostituibile...
RAGAZZI DI IVREA...SVEGLIATEVI! Uscite dal vostro torpore mentale! Mi viene da vergognarmi di lavorare con gente che non ha ancora mai aperto questo blog e non sa ancora a cosa stiamo andando incontro!

MUCHO GUAPA ha detto...

Per me l'esternalizzazione...E' UNA CAGATA PAZZESCA!!!
(seguono 92 minuti d'applausi). Ragazzi, la "cosa" è fantozziana, non vi pare??
Spero solo di poter vedere "la corazzata potemkin (potionki)", durante il viaggio in pullman...PER LO SCIOPERO!!!!