domenica 21 gennaio 2007

La voce dei 275 lavoratori WIND alla Camera del lavoro di Milano

Sabato 20 Gennaio una delegazione dei lavoratori del Call Center di Sesto si è recata presso la Camera del Lavoro di Milano in Corso di Porta Vittoria dove si svolgeva un dibattito sul tema: "Fuori dalla precarietà. Proposte per una nuova legislazione sul lavoro".
Partecipavano all'incontro tra gli altri: Maurizio Zipponi (Rifondazione Comunista), Gloria Buffo (Commissione Lavoro Camera), Fulvio Fammoni (segretario nazionale Cgil), Gianni Pagliarini (presidente Commissione Lavoro camera).

Durante l'incontro ci hanno dedicato uno spazio nel quale abbiamo esposto tutte le nostre attuali problematiche e preoccupazioni per questa assurda decisione aziendale.


Ringraziamo il Centro diritti del lavoro 'Pietro Alo' e il Prc-Sinistra Europea organizzatori dell'evento.

6 commenti:

jay ha detto...

Ero presente, abbiamo consegnato ai politici presenti il nostro dossier, in cui sono raccolti i comunicati e la raccolta degli articoli che ci riguardano, hanno assicurato che tutto il materiale arriverà in parlamento, e che insieme si impegneranno per bloccare il progetto che vede coinvolto il nostro call center

Codex ha detto...

sarebbe bello se i politici risuscissero a ripristinate il legame tra profitto e morale... belissimo!

Dipendenti Wind Sesto San Giovanni ha detto...

volevo dire ripristinare... ho sbagliato, scusatemi.

tisbe ha detto...

Vi ho linkati, ma sul mio blog, c'è qualcuno che sostiene, e forse a ragione, che non dovreste preoccuparvi più di tanto
Un saluto e in bocca al lupo

Anonimo ha detto...

Preoccuparsi non è mai troppo

Anonimo ha detto...

Ragazzi siete anche su zeus.net

http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=5320&numero=999


Direi che è molto clikkato

Per legge dovrebbero mantenervi inquadramento e contratto come (detto in assemblea sindacale) inoltre lo hanno fatto già durante la cessione di ramo nel 2001 da infostrada a itnet..appellatevi al precedente (con possibilità di riassorbimento in caso fallisse la società), se c'è qualche traccia ai sindacati.

una collega di Lorenteggio